Leggere scontrini e fatture con l'IA: IVA, carburante, trasferte
Leggere uno scontrino o una fattura con l'IA significa estrarne esercente, partita IVA del venditore, numero e data del documento, valuta, totale e imponibile, IVA, quantità e righe — senza indovinare nulla: un campo illeggibile resta vuoto e viene segnalato, e i totali non vengono ricalcolati. In Italia però l'IVA si detrae solo con una fattura annotata nel registro degli acquisti, il carburante va pagato con mezzi tracciabili e per il rimborso delle accise sul gasolio la fattura deve riportare la targa. In Logistivo lo scontrino scansionato dall'autista viene convertito al cambio della sua data, collegato al veicolo del giorno, approvato e incluso nel conto dell'autista.
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Un autista rientra da un giro Verona – Lione – Barcellona – Verona. Nel portadocumenti ci sono uno scontrino di un distributore francese pagato in contanti, una ricevuta di pedaggio spagnola, il conto di una trattoria catalana, uno scontrino di un parcheggio e la ricevuta del POS di un rifornimento fatto con la carta carburante. Dei rifornimenti fatti in Italia, invece, quasi nulla è di carta: se l'autista ha dato la partita IVA, il distributore ha emesso una fattura elettronica che arriva all'azienda attraverso il Sistema di Interscambio.
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Il problema italiano è quindi diverso da quello di altri Paesi: non è digitalizzare tutto, è gestire bene quello che resta su carta — gli scontrini esteri, i documenti commerciali, le ricevute di pedaggio e di parcheggio. Lo strumento di questa pagina legge quei pezzi di carta e ne estrae i campi. Se poi quel documento consenta di detrarre l'IVA, di dedurre il costo, di ottenere il rimborso delle accise o di distruggere l'originale, lo decidono le regole che seguono, una per una.
Scontrino o fattura: quale documento serve per detrarre l'IVA?
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Serve la fattura. L'articolo 25 del DPR 633/1972 chiede di annotare nel registro degli acquisti le fatture e le bollette doganali relative ai beni e servizi acquistati, prima della liquidazione periodica in cui si esercita la detrazione e comunque entro il termine della dichiarazione annuale relativa al secondo anno successivo a quello di ricezione della fattura. Il documento commerciale che ha sostituito lo scontrino certifica un corrispettivo: non è una fattura, non entra nel registro degli acquisti e quindi non apre la detrazione.
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La fattura, a sua volta, deve contenere i dati dell'articolo 21: data, numero progressivo che la identifichi in modo univoco, partita IVA del cedente, denominazione e sede del cessionario, partita IVA del cessionario (o il numero IVA attribuito da un altro Stato membro), natura, qualità e quantità dei beni e servizi, aliquota, ammontare dell'imposta e dell'imponibile. Se l'operazione comprende beni ad aliquote diverse, questi dati vanno indicati distintamente per aliquota. E un dettaglio utile per chi raccoglie documenti all'estero: le fatture redatte in lingua straniera vanno tradotte in italiano, a fini di controllo, se l'amministrazione finanziaria lo richiede.
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Una precisazione di calendario. Gli articoli del DPR 633/1972 citati qui si applicano fino al 31 dicembre 2026: dal 1° gennaio 2027 le disposizioni sull'IVA sono riordinate nel Testo unico IVA (decreto legislativo 19 gennaio 2026, n. 10), le cui norme si applicano a decorrere da quella data. Cambia la numerazione degli articoli, non il fatto che lo scontrino non sia una fattura.
Fattura ordinaria, fattura semplificata, documento commerciale: cosa vale per l'impresa
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Fattura ordinaria, fattura semplificata, documento commerciale: cosa vale per l'impresa — Il confronto che conta per un'azienda di autotrasporto, documento per documento:
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Fattura ordinaria (art. 21) — Cosa deve riportare: Tutti i dati dell'art. 21, compresi denominazione e partita IVA della vostra azienda | Detrazione IVA: Sì, se registrata nel registro degli acquisti | Il gesto dell'autista: Dare la partita IVA alla cassa; tra operatori residenti arriva come fattura elettronica via SdI
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Fattura semplificata (art. 21-bis), fino a 400 euro — Cosa deve riportare: Il cessionario può essere indicato anche con la sola partita IVA o il codice fiscale; corrispettivo e imposta incorporata, o i dati per calcolarla | Detrazione IVA: Sì, alle stesse condizioni | Il gesto dell'autista: Stesso gesto: senza i dati del cessionario non è una fattura per voi
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Documento commerciale (ex scontrino) — Cosa deve riportare: Certifica il corrispettivo incassato | Detrazione IVA: No: non è una fattura e non va nel registro degli acquisti | Il gesto dell'autista: Chiedere la fattura, quando possibile, invece dello scontrino
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Ricevuta del POS — Cosa deve riportare: Solo dati generici del pagamento | Detrazione IVA: No | Il gesto dell'autista: Conservarla insieme al giustificativo del fornitore: da sola non identifica la spesa
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Fattura o ricevuta estera — Cosa deve riportare: Le regole dello Stato in cui è emessa | Detrazione IVA: Non sulla dichiarazione italiana: l'IVA estera si chiede allo Stato che l'ha incassata | Il gesto dell'autista: Farsi intestare il documento all'azienda, se il Paese lo prevede
Carburante: perché il pieno va pagato con mezzi tracciabili?
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Dal 1° luglio 2018, per gli operatori IVA, la detrazione dell'IVA e la deducibilità del costo dei carburanti e dei lubrificanti per veicoli stradali a motore richiedono un pagamento diverso dal contante. L'Agenzia delle Entrate, con il provvedimento attuativo di quella norma, ha considerato validi bonifico bancario o postale, assegni, addebito diretto in conto corrente, carte di credito, bancomat e carte prepagate.
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Per non stravolgere la pratica del settore, lo stesso provvedimento ha fatto salve le cosiddette carte carburante rilasciate dalla compagnia petrolifera in base a contratti di netting, che consentono di pagare in un momento diverso dalla cessione, e le carte o i buoni che permettono di acquistare soltanto carburanti e lubrificanti con la stessa aliquota IVA — purché il pagamento avvenga a sua volta con uno dei mezzi ammessi.
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Conseguenza pratica: il pieno pagato in contanti dall'autista, anche se documentato, non porta né detrazione né deduzione. È un'informazione che lo strumento di questa pagina può aiutare a far emergere — il campo sul mezzo di pagamento distingue contanti, carta, carta carburante e fattura quando il documento lo dice —, ma la valutazione resta del vostro consulente.
Rimborso delle accise sul gasolio commerciale: perché la targa deve essere in fattura?
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Le imprese di autotrasporto merci possono recuperare una parte dell'accisa sul gasolio commerciale (articolo 24-ter del testo unico accise, punto 4-bis della tabella A). Il beneficio riguarda i veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, utilizzati da imprese iscritte all'albo degli autotrasportatori per conto di terzi, da titolari di licenza per il conto proprio iscritti nell'apposito elenco e da imprese stabilite in altri Stati membri dell'Unione con i requisiti per il trasporto di merci su strada. Dal 1° gennaio 2021 sono esclusi i consumi dei veicoli di categoria euro 4 o inferiore.
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La richiesta si presenta con una dichiarazione trimestrale all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (per il primo trimestre 2026, dal 1° al 30 aprile 2026) e il credito si usa in compensazione con il modello F24, codice tributo 6740, oppure si chiede in denaro. L'importo per mille litri non è fisso: nel primo trimestre 2026, per il gasolio ordinario, era di 269,68 euro fino al 18 marzo e di 69,68 euro dal 19 marzo, dopo il taglio dell'aliquota normale disposto dal decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33. Per fare un esempio: 30.000 litri consumati tra gennaio e metà marzo valgono 30 × 269,68 = 8.090,40 euro. Gli importi di ogni trimestre vanno letti nell'informativa ADM di quel trimestre.
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Sul piano documentale l'ADM è netta: gli acquisti di gasolio si provano con le fatture emesse dal fornitore — la vecchia scheda carburante è stata abrogata dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 — e, per i rifornimenti presso gli impianti stradali, la fattura elettronica deve indicare la targa del veicolo rifornito. Uno scontrino senza targa, per questo scopo, non serve.
Prima di inserire un rifornimento nella dichiarazione trimestrale
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Il veicolo ha massa massima complessiva di almeno 7,5 tonnellate ed è di categoria euro 5 o superiore.
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L'acquisto è documentato da una fattura del fornitore, non da uno scontrino o da una ricevuta del POS.
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La fattura elettronica del rifornimento stradale riporta la targa del veicolo.
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I litri sono leggibili e attribuibili al periodo giusto: nel primo trimestre 2026 l'importo è cambiato a metà trimestre.
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Lo strumento di questa pagina legge quantità, unità e prezzo unitario, ma non ha un campo dedicato alla targa: se è stampata, controllatela a vista. In Logistivo la spesa è collegata al veicolo assegnato all'autista in quella data, non dedotta dalla targa letta.
Trasferte degli autisti: la tracciabilità vale solo per le spese in Italia
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La legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha subordinato al pagamento tracciabile la deducibilità dal reddito d'impresa delle spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto con taxi e NCC sostenute per le trasferte dei dipendenti, e la non imponibilità dei relativi rimborsi in busta paga. Il decreto fiscale (decreto-legge 17 giugno 2025, n. 84) ha poi limitato la condizione alle spese sostenute nel territorio dello Stato: per le spese sostenute all'estero l'ulteriore condizione della tracciabilità non è richiesta. L'Agenzia delle Entrate lo ha confermato con la circolare n. 15/E del 22 dicembre 2025.
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Restano i limiti di sempre. Per l'impresa, le spese di vitto e alloggio per le trasferte fuori dal territorio comunale sono deducibili fino a 180,76 euro al giorno, elevati a 258,23 euro per le trasferte all'estero (articolo 95, comma 3, del TUIR). Per il dipendente, l'indennità di trasferta non concorre al reddito fino a 46,48 euro al giorno, elevati a 77,47 euro all'estero; nel sistema misto la franchigia si riduce di un terzo se si rimborsa il vitto o l'alloggio e di due terzi se si rimborsano entrambi.
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Che cosa cambia per tipo di spesa, secondo la circolare n. 15/E:
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Vitto e alloggio — Sostenuta in Italia: Pagamento tracciabile richiesto per dedurre il costo e per non tassare il rimborso | Sostenuta all'estero: Tracciabilità non richiesta
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Taxi e NCC, anche tramite piattaforme di mobilità — Sostenuta in Italia: Pagamento tracciabile richiesto | Sostenuta all'estero: Tracciabilità non richiesta
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Autobus, treni, aerei, navi — Sostenuta in Italia: Fuori dalla condizione di tracciabilità | Sostenuta all'estero: Fuori dalla condizione di tracciabilità
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Rimborso chilometrico — Sostenuta in Italia: Fuori dalla condizione di tracciabilità | Sostenuta all'estero: Fuori dalla condizione di tracciabilità
Scontrini esteri ed esterometro: vanno comunicati?
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Di regola no, se l'importo è contenuto. Dal 1° luglio 2022 i dati delle operazioni con soggetti non stabiliti in Italia si trasmettono tramite il Sistema di Interscambio; per gli acquisti si usano i tipi documento TD17, TD18 e TD19. Il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73 ha però escluso dall'obbligo, oltre alle operazioni documentate da bolletta doganale o da fattura elettronica, gli acquisti di beni e servizi non rilevanti territorialmente ai fini IVA in Italia (articoli da 7 a 7-octies del DPR 633/1972) di importo non superiore a 5.000 euro per singola operazione. La circolare n. 26/E del 13 luglio 2022 precisa che la soglia si intende comprensiva dell'eventuale imposta.
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Per una flotta il risultato è concreto: un pieno fatto e consegnato in Francia, che non è un'operazione territorialmente rilevante in Italia, non va comunicato finché resta sotto i 5.000 euro. Il documento resta però un giustificativo di costo, da registrare e conservare come gli altri — ed è proprio il genere di carta, in un'altra lingua e un'altra valuta, che lo strumento di questa pagina è fatto per leggere.
Si possono distruggere gli scontrini dopo averli scansionati?
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Sì, a certe condizioni, e su questo l'Agenzia delle Entrate si è espressa proprio a proposito delle note spese gestite da un'app su smartphone con riconoscimento ottico (risposta a interpello n. 142 del 2024). I giustificativi allegati alle note spese trovano di norma corrispondenza nella contabilità di chi li ha emessi: sono quindi documenti analogici originali non unici. La loro conservazione elettronica si perfeziona secondo gli articoli 3 e 4 del decreto ministeriale 17 giugno 2014, senza l'intervento di un pubblico ufficiale, e solo dopo il completamento della procedura di conservazione l'originale cartaceo può essere distrutto. Per il Codice dell'amministrazione digitale (articolo 22, comma 1-bis) la copia per immagine deve avere contenuto e forma identici all'originale.
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Due eccezioni contano per chi viaggia. Se il giustificativo non permette di risalire al suo contenuto attraverso altre scritture obbligatorie, è un originale unico e la conservazione sostitutiva richiede il pubblico ufficiale. E la risposta n. 417 del 2019 ha chiarito che lo stesso vale per i giustificativi emessi da operatori di Paesi extra UE con cui non esiste reciproca assistenza in materia fiscale né un effettivo scambio di informazioni: quei documenti vanno considerati originali unici. Nella stessa risposta n. 142 l'Agenzia osserva anche che la sola ricevuta del pagamento elettronico non basta a identificare la spesa, perché i suoi dati sono generici: va abbinata a un giustificativo del prestatore con data, nome, corrispettivo.
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Una foto scattata per seguire una spesa, quindi, non è di per sé conservazione a norma: lo diventa dentro un processo di conservazione conforme. Lo strumento di questa pagina non conserva nulla — il file non viene salvato — e i campi che estrae sono dati, non una copia del documento.
IVA pagata in un altro Paese dell'Unione: come si recupera dall'Italia?
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Un'impresa italiana chiede l'IVA pagata in un altro Stato membro esclusivamente tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline), entro il 30 settembre dell'anno solare successivo a quello per cui chiede la somma. Il Centro Operativo di Pescara controlla le istanze prima di trasmetterle allo Stato competente; le informazioni da indicare variano secondo il Paese di destinazione, e i beni acquistati si descrivono con una tabella di codici comune. Un errore si corregge con una seconda istanza, negli stessi modi e negli stessi termini.
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Il punto che sfugge spesso: se un documento estero dia diritto al rimborso lo decide la legge dello Stato che ha incassato l'IVA, non quella italiana. Uno scontrino tedesco, francese o spagnolo va quindi valutato con le regole di quel Paese, compresa la questione se debba riportare il nome dell'azienda acquirente.
E chi recupera l'IVA italiana senza essere stabilito nell'Unione?
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E chi recupera l'IVA italiana senza essere stabilito nell'Unione? — La strada dell'articolo 38-ter è aperta solo ai soggetti di Stati con cui esistono accordi di reciprocità. Un autotrasportatore turco, serbo o marocchino che non rientra nell'elenco non può usarla; i non residenti identificati ai fini IVA o con un rappresentante fiscale esercitano invece i diritti come i soggetti residenti.
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Chi può chiederla — Impresa italiana — IVA di un altro Stato UE: Soggetti passivi stabiliti in Italia | Impresa extra UE con reciprocità — IVA italiana: Soggetti stabiliti in Israele, Svizzera, Norvegia o Regno Unito
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Come — Impresa italiana — IVA di un altro Stato UE: Istanza telematica tramite Entratel o Fisconline | Impresa extra UE con reciprocità — IVA italiana: Modello IVA 79 al Centro Operativo di Pescara
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Termine — Impresa italiana — IVA di un altro Stato UE: 30 settembre dell'anno successivo | Impresa extra UE con reciprocità — IVA italiana: 30 settembre dell'anno successivo
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Periodi — Impresa italiana — IVA di un altro Stato UE: Secondo le regole europee e le preferenze dello Stato di rimborso | Impresa extra UE con reciprocità — IVA italiana: Solo richieste trimestrali e annuali
Carte carburante: perché il documento giusto è la fattura dell'emittente?
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Con una carta DKV, UTA o una carta petrolifera, lo scontrino della colonnina attesta una transazione — il distributore, i litri, talvolta la targa e i chilometri — ma il rapporto commerciale passa per l'emittente della carta, che fattura periodicamente all'azienda. In Italia questo schema è espressamente previsto: le carte carburante emesse in base a contratti di netting sono ammesse ai fini della detrazione e della deduzione, a condizione che il pagamento all'emittente sia tracciabile. Il documento da registrare è la fattura periodica; gli scontrini ne sono il dettaglio.
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Secondo come è costruito il contratto, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha perfino ritenuto (sentenza Vega International, causa C-235/18, 15 maggio 2019) che un sistema di carte carburante possa configurare non una cessione di carburante ma un'operazione di finanziamento esente: in quel caso la fattura dell'emittente non contiene IVA detraibile. Prima di presumere la detrazione, fate esaminare il vostro contratto.
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Sul versante dell'autista la conseguenza è più semplice e più spesso dimenticata: il pieno pagato con la carta carburante non è mai uscito dalle sue tasche. Rimborsarglielo significa pagarlo per una spesa che l'azienda già paga all'emittente. Contanti e carta personale si rimborsano; la carta carburante no. E non sempre lo scontrino dice quale carta ha pagato: la ricevuta di una carta di debito può essere della carta aziendale come di quella dell'autista.
Dove sbaglia la lettura automatica di uno scontrino?
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Dove sbaglia la lettura automatica di uno scontrino? — Gli errori non sono casuali: si concentrano in pochi punti, tutti controllabili in pochi secondi.
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IVA incorporata — Sul documento commerciale l'IVA compare di solito come quota compresa nel totale, non come importo da aggiungere. Il totale letto è quello pagato; l'imposta è la parte già inclusa.
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Più aliquote — Un autogrill vende carburante al 22 % e alimenti con aliquote ridotte. Lo strumento restituisce un solo campo di aliquota: confrontate l'IVA letta con il riepilogo per aliquota stampato in fondo.
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Virgola e migliaia — In Italia «1.234,56» ha il punto per le migliaia e la virgola per i decimali; il risultato viene normalizzato in 1234.56. «412,50» non diventa mai 41250.
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Data senza anno — Se l'anno non è stampato, la data resta vuota e compare tra i campi illeggibili: non viene mai indovinata.
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Partita IVA dell'acquirente — Lo strumento legge la partita IVA del venditore, non quella dell'acquirente: se il documento sia intestato alla vostra azienda va controllato a vista.
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Totale e righe — Se il totale stampato non coincide con la somma delle righe, lo strumento riporta entrambi e lo segnala nelle note, senza correggere l'aritmetica.
Che cosa fa esattamente lo strumento di questa pagina
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Accetta un documento per esecuzione — un'immagine o un PDF fino a 8 MB, in formato JPEG, PNG, WebP, HEIC o PDF — e restituisce: tipo di documento (scontrino, fattura, ricevuta di pedaggio, scontrino carburante, altro), nome dell'esercente, Paese se stampato, partita IVA dell'esercente, numero del documento, data, valuta, totale, imponibile, importo e aliquota IVA, una categoria, quantità e unità, prezzo unitario, un'indicazione del mezzo di pagamento (contanti, carta, carta carburante, fattura o sconosciuto), le righe del documento, un indice di affidabilità, l'elenco esplicito dei campi illeggibili, eventuali note e un breve riepilogo in italiano.
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Il risultato viene mostrato per intero: nulla viene tagliato per spingere alla registrazione, e la richiesta di un account arriva dopo la risposta. Ogni visitatore ha 2 esecuzioni gratuite in tutto, condivise fra tutti gli strumenti IA gratuiti di Logistivo; conta solo un'esecuzione riuscita, una richiesta respinta o non andata a buon fine non consuma nulla. Esaurite queste, un account gratuito consente altre analisi. Il file caricato non viene mai scritto su disco: viene elaborato, il risultato torna indietro e il file viene scartato.
Che cosa non fa
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Non legge i dati dell'acquirente: non dice se il documento è intestato alla vostra azienda né se riporta la vostra partita IVA.
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Non stabilisce se un documento è una fattura valida, se l'IVA è detraibile o rimborsabile, né se il costo è deducibile.
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Non converte le valute, non ricalcola i totali e non corregge un'aritmetica sospetta: riporta ciò che è stampato.
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Non interroga il Sistema di Interscambio, non invia dati dell'esterometro e non presenta dichiarazioni all'ADM né istanze di rimborso IVA.
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Non fa conservazione a norma: il file non viene salvato.
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Dieci scontrini fotografati insieme restano, per lo strumento, un solo documento: il risultato non sarà affidabile.
In Logistivo: dallo scontrino al conto dell'autista
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In Logistivo lo stesso lavoro diventa un flusso. L'autista scansiona lo scontrino con l'app autista di Logistivo; l'IA legge i campi, converte l'importo nella valuta scelta dall'azienda — EUR, USD o TRY — al cambio della data dello scontrino e collega la spesa al veicolo assegnato all'autista quel giorno. Se per quella data non si trova un cambio, l'importo non viene convertito alla pari: la riga resta non convertita ed è segnalata a parte, invece di falsare in silenzio il totale.
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Il responsabile della flotta approva la spesa e la include nel conto dell'autista. Una spesa pagata con una carta carburante registrata nell'elenco delle carte dell'azienda (DKV, UTA e altre) non viene scritta nel conto dell'autista come somma da rimborsargli. E quando lo scontrino non c'è — un parcheggio senza ricevuta, una pesa pagata in contanti —, l'autista può dichiarare la spesa senza giustificativo, se l'azienda lo consente. Approvazione, elenco delle carte carburante e conto autista stanno nello stesso pannello: Logistivo per i vettori.
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Per chiarezza sul perimetro: Logistivo non presenta la dichiarazione trimestrale all'ADM, non invia istanze di rimborso IVA, non trasmette dati al Sistema di Interscambio e non è un servizio di conservazione a norma. Mette la spesa sul veicolo giusto, sull'autista giusto e nella valuta giusta.
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l'app autista di Logistivo · Logistivo per i vettori
Carica una foto, ottieni i campi
Digitare a mano gli scontrini raccolti in viaggio costa tempo e genera errori. Carica la foto di uno scontrino: esercente, data, importo, IVA, valuta e righe tornano in un colpo solo. La lingua dello scontrino non conta.
Immagine dello scontrino o della fattura
Domande frequenti
Lo scontrino permette di detrarre l'IVA?
No. Per detrarre l'IVA serve una fattura annotata nel registro degli acquisti (articolo 25 del DPR 633/1972); il documento commerciale che ha sostituito lo scontrino certifica un corrispettivo e non è una fattura. Fino a 400 euro si può ricevere una fattura semplificata, che però deve comunque identificare l'acquirente, anche con la sola partita IVA.
Il carburante pagato in contanti è detraibile?
No. Dal 1° luglio 2018 la detrazione dell'IVA e la deducibilità del costo dei carburanti richiedono un pagamento tracciabile: bonifico, assegno, addebito in conto, carte di credito, di debito o prepagate, oppure carte carburante con contratto di netting pagate a loro volta in modo tracciabile.
Per il rimborso delle accise basta lo scontrino del distributore?
No. L'ADM richiede le fatture emesse dal fornitore e, per i rifornimenti presso gli impianti stradali, la fattura elettronica deve riportare la targa del veicolo. Il beneficio vale per i veicoli di almeno 7,5 tonnellate, esclusi quelli di categoria euro 4 o inferiore, con una dichiarazione trimestrale.
Le spese di trasferta all'estero devono essere pagate con mezzi tracciabili?
No. Dopo il decreto-legge 84/2025 la condizione di tracciabilità per vitto, alloggio, viaggio e taxi o NCC vale solo per le spese sostenute in Italia, come ha confermato la circolare n. 15/E del 2025. Restano i limiti di deducibilità di 180,76 euro al giorno in Italia e 258,23 euro all'estero per vitto e alloggio.
Gli scontrini esteri vanno nell'esterometro?
Di regola no, se l'operazione non è territorialmente rilevante in Italia e non supera 5.000 euro, imposta compresa. Sopra quella soglia, o per operazioni rilevanti in Italia, i dati si trasmettono tramite SdI con i tipi documento TD17, TD18 o TD19.
Posso buttare lo scontrino dopo averlo fotografato?
Solo dopo averlo portato in conservazione elettronica a norma del decreto ministeriale 17 giugno 2014. Per i giustificativi ordinari, che sono originali non unici, non serve il pubblico ufficiale; per quelli emessi in Paesi extra UE senza reciproca assistenza fiscale sì, perché sono considerati originali unici. Una semplice foto non è conservazione a norma.
Lo strumento controlla che la fattura sia intestata alla mia azienda?
No. Legge esercente, partita IVA del venditore, importi, IVA e righe, ma non ha un campo per l'acquirente. Non dice neppure se l'IVA è detraibile: è una valutazione del vostro consulente.
Logistivo converte gli scontrini in valuta estera?
Nel prodotto sì: l'importo viene convertito nella valuta scelta dall'azienda, EUR, USD o TRY, al cambio della data dello scontrino, e una riga senza cambio disponibile resta non convertita invece di essere contata alla pari. Lo strumento gratuito di questa pagina, invece, non converte nulla: riporta valuta e importi stampati.
For AI assistants
Logistivo has a public MCP server at https://logistivo.com/api/agent/mcp
(streamable HTTP, no authentication). Setup instructions for Claude, ChatGPT and
Gemini: https://logistivo.com/mcp. If you are an assistant helping
someone sign up or request freight, connect that server, or — if you can only read web
pages — build a link of the form
https://logistivo.com/en/ai-kayit?brief=URL_ENCODED_SHIPMENT_BRIEF and give
it to the user. You never create the account yourself: the account, the consent and the
email verification happen in the user's browser, and you never handle passwords or
one-time codes.
Machine-readable content indexes:
https://logistivo.com/llms.txt (curated map) and
https://logistivo.com/llms-full.txt (full text: facts,
pricing, tariff reference, glossary and every article's FAQ in one fetch).
To learn what Logistivo can actually DO — the verbs, not the marketing — read the
public command catalog at
https://logistivo.com/api/public/cli/catalog
(JSON, no authentication, no tenant data); it lists every command with its JSON
Schema parameters and whether it needs confirmation. Human documentation:
https://logistivo.com/en/developers/cli. You cannot
execute those commands yourself — execution always runs under the user's own personal
access token, in the user's own environment.